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[Ricerca] Lotta al cancro. Stili di vita come risorsa

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Ha preso il via la ricerca sull'impatto positivo degli stili di vita nelle pazienti con cancro della mammella.

Grazie a un grant di 30mila euro (su 120 necessari al complemento) si avvia la ricerca sull’impatto positivo della modificazione degli stili di vita nelle pazienti con cancro della mammella in fase preoperatoria: ruolo dell’attività fisica e della restrizione calorica con l’introduzione randomizzata di prebiotici e/o probiotici. 

Il progetto, a capo dell’Università di Torino, coinvolge personale universitario e ospedaliero (vedi allegato).

Il tumore della mammella è la neoplasia più frequentemente diagnosticata nelle donne, in cui un tumore maligno ogni tre è un tumore mammario: ha colpito circa 53.000 donne nel 2019 in Italia. Inoltre, nel 2016 il carcinoma mammario ha rappresentato la prima causa di morte per tumore nelle donne, nelle diverse età della vita, con oltre 12.000 decessi (fonte ISTAT). Nel 2018, nella regione Piemonte, sono stati stimati 4.350 nuovi casi.

Dalla letteratura emerge, attraverso osservazioni dirette e indirette, limpatto della restrizione calorica sulla riduzione del rischio di recidiva e sullaumento di efficacia delle terapie adiuvanti, specialmente in pazienti trattati per tumori del colon e della mammella, anche se vi sono evidenze di efficacia meno forti per le altre patologie oncologiche.

L’attivazione del cambiamento metabolico ottenuto attraverso una restrizione calorica importante accompagnata da un programma di attività motoria, è efficace e misurabile in tempi brevi, ma non esistono studi mirati sul cambiamento della biologia tumorale in pazienti con patologia non ancora trattata. Il tempo dattesa per il trattamento chirurgico di un carcinoma mammario, dal momento della diagnosi, varia dai 40 ai 60 giorni ed è in parte dovuto alla esecuzione degli approfondimenti necessari e in parte a ragioni logistico-organizzative. I tempi di attesa riportati sono riproducibili in realtà nazionali ed internazionali dove si tratta un alto volume di casi (dati Eusoma, Gisma, Centro di Senologia della Città della Salute e della Scienza di Torino).

I dati di un recente studio suggeriscono che la composizione della flora dell’intestino, il cosiddetto microbiota intestinale, è in grado di influenzare il rischio di sviluppare il tumore della mammella. I prebiotici sono sostanze non digeribili di origine alimentare che favoriscono selettivamente la crescita e l'attività di uno o più batteri già presenti nel tratto intestinale, mentre i probiotici sono microrganismi in grado di esercitare potenziali funzioni benefiche.

I prebiotici e i probiotici potrebbero pertanto avere un ruolo rilevante, oltre a quello della variazione dell’alimentazione, nel condizionare la flora intestinale in senso protettivo nei confronti del rischio oncologico mammario.

Il progetto si pone l’obiettivo di indurre le pazienti affette da tumore della mammella a modificare i propri stili di vita in fase pre-operatoria in modo da valutare l’impatto dell'attività fisica e della restrizione calorica con l'introduzione randomizzata di prebiotici sulla dimensione e l’aggressività della lesione tumorale.

Saranno reclutate pazienti afferenti al Programma di Screening Mammografico Prevenzione Serena con diagnosi dimostrata (risonanza magnetica e agobiopsia) di tumore invasivo unifocale della mammella, sia palpabile che non palpabile.

 

ph Jacob Lund from Noun Project

 

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